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Ripartenza dilettanti, tra attese ed incertezze le posizioni di alcuni protagonisti del calcio lametino

Il presidente della Promosport scrive al Ministro Spadafora, il tecnico della Vigor Lamezia al presidente della Lnd

In attesa che a livello nazionale si stabiliscano modi e tempi di ritorno in campo, con la variante pandemica però a rimettere potenzialmente tutto in gioco a seconda della curva del contagio, anche il mondo del calcio lametino passate le feste riprende posizione.

Angelo Folino massimo dirigente della Promosport capolista nel girone A di Promozione, si rivolge via missiva al ministro dello sport Vincenzo Spadafora, chiedendo di spostare i ristori degli atleti alle società Asd, «con l’obbligo delle società di applicare lo stesso protocollo della seria D, ovvero far fare i tamponi antigienici a tutti prima delle gare. Il ristoro deve avvenire tramite il credito d’imposta a rendiconto fatto – spiega Folino – in questo modo aiuteremo anche la sanità e rendiamo più sicure le nostre strutture sportive».

Folino chiede una ripartenza che riguardi con le stesse prerogative sia Eccellenza che Promozione: «mi domando qual è il problema nel far disputare altre 15 gare tra girone A e B di promozione e non capisco perché si può trovare un protocollo sanitario per l’Eccellenza e non per la Promozione. Troppe società non vogliono continuare, ma la Lega deve fare in modo di far riprendere i campionati. Non voglio nemmeno immmaginare cosa possa accadere con gli under ed il settore giovanile se riparte solo l’Eccellenza: un disastro , non avremo più ragazzi».

Si rivolge invece direttamente al Presidente della LND, Cosimo Sibilia, l’allenatore della Vigor Lamezia, Massimo Morgia. «Sono passati ormai 3 mesi da quando tutta l’attività sportiva dilettantistica, senior e giovanile, è stata interrotta, fatta eccezione per il campionato di Serie D che sta fortunatamente proseguendo e portando avanti tutte le sue attività e competizioni ufficiali» ricorda Morgia, «la cosa che fatico a comprendere è come sia possibile il diverso trattamento tra il campionato di serie D e gli altri campionati dilettantistici, appartenendo tutti alla stessa Lega e quindi avendo lo stesso statuto. Non contesto le misure fin qui adottate e ottemperate con tanti sacrifici da parte di tutti noi perché, davanti ad una pandemia così devastante, la salute ed il controllo dei contagi deve essere sempre al primo posto».

Il tecnico dei biancoverdi chiede così una presa di posizione chiara: «arrivati oramai alla metà della stagione sportiva, a mio modesto modo di vedere, ritengo che il tempo dell’incertezza e del rimanere sospesi sia giunto al termine. Proprio in questa ottica, caro Presidente, ritengo che sia arrivato il momento che ognuno assuma le responsabilità che il proprio ruolo gli impone e che sia necessario prendere delle decisioni definitive sul proseguimento o meno dei campionati».

Si ritiene quindi la necessità di avere «delle certezze di un qualsiasi tipo, sia che il campionato possa ripartire e concludersi sia che ci sia l’annullamento (non la sospensione) della stagione 2020/2021 con conseguente annullamento di tutti i tesseramenti. Tale scenario di chiarezza consentirebbe agli addetti ai lavori di avere l’opportunità di tesserarsi nelle categorie dei campionati che andranno avanti, o perlomeno poter sapere come impiegare il nostro tempo vedendoci privata la possibilità di poter alimentare la nostra passione per questo sport».

Ai microfoni di StadioRadio domenica Gabriele Martino, Dg della Vigor Lamezia, ha sostenuto tesi simile: «il Governo decida cosa vuole fare e lo faccia presto, perché questa situazione non fa bene a nessuno. E’ il momento di ristrutturazioni profonde e scelte coraggiose, in ogni categoria, mettendo la salute al centro di tutto. La partenza, più che ripartenza, è subordinata a diversi fattori e potrebbero non essere sostenibili. A questo si aggiunga come i giocatori importanti, per la voglia di giocare potrebbero lecitamente, accettare richieste dalla D, perché non va dimenticato come molti vivono di questo».