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“Anche per il campionato di Eccellenza vengano adottate le regole previste per la serie D”

Tra i 14 capitani delle 17 formazioni impegnate nel massimo torneo dilettantistico calabrese anche Bernardi del Sambiase e Foderaro della Vigor Lamezia

Dopo l’avvio ritardato rispetto al passato per via delle incertezze iniziali, il caos Corigliano (la compagine del presidente Nucaro si è ritirata dal campionato, dopo aver non giocato o scesa in campo solo simbolicamente nelle prime giornate, in seguito al mancato accoglimento dei propri ricorsi per rimanere in serie D al posto del Roccella), il campionato di Eccellenza si è nuovamente fermato dopo appena 6 giornate (con anche partite da recuperare dopo il rinvio per casi Covid) e da novembre non è più ripreso.

L’ipotesi di allenamenti nella seconda metà di gennaio con calendario aggiornato dal mese dopo non ha trovato però concretezza nell’ultimo decreto del Governo, e così 14 capitani delle 17 formazioni impegnate nel massimo torneo dilettantistico calabrese, compresi Bernardi del Sambiase e Foderaro della Vigor Lamezia, chiedono di poter tornare ad allacciare gli scarpini nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria come avviene già in serie D.

«Speravamo che il nuovo Dpcm portasse novità positive per noi calciatori militanti nel Campionato di Eccellenza. Invece, così non è stato. Ancora una volta siamo stati discriminati, considerati come l’ultima ruota del carro», lamentano i giocatori con la fascia al braccio, «continuiamo a non capire come mai la serie D possa seguitare a giocare e noi no. Eppure il nostro Campionato e del tutto simile a quello della D e, per questo, è necessario parificarlo, sotto tutti gli aspetti. E’ oltremodo ingiusta tale disparità, non foss’altro per il fatto che le due categorie (serie D ed Eccellenza), convivono sinergicamente, sono continuità l’una dell’altra».

Si ci interroga così: «perché, dunque, fermare l’Eccellenza (senza alcuna prospettiva, al momento) e lasciar continuare lo svolgimento del Campionato di serie D? Questa situazione non ha alcun senso. Per questo chiediamo che si dia corso, da subito, alla ripresa del Campionato di Eccellenza. Le società hanno fatto investimenti, sono perfettamente organizzate riguardo il rispetto di tutte le normative anticovid. Sono pienamente consapevoli di mettere in sicurezza giocatori e tecnici e noi, giocatori, siamo perfettamente responsabili in tale contesto. Continuare a non considerarci, oltre ad offendere la nostra dignità, offende un intero apparato che, tra mille sacrifici e privazioni, riesce a muovere un comparto economico più che significativo».

Si sottolinea che «molti di noi vivono di calcio, per cui l’averci fermato ha procurato a noi stessi, e alle nostre famiglie, danni rilevanti. Ma, al di là dell’aspetto economico, il non consentirci di giocare e di allenare, sta creando danni notevoli alla nostra salute, che risente in modo considerevole del blocco di ogni attività sportiva. Ed è per questo che chiediamo di ripartire in sicurezza, garantendo il bene primario della salute di noi tutti atleti e degli addetti ai lavori. E, a tal proposito, chiediamo che anche per il Campionato di Eccellenza vengano adottate le medesime regole previste per il Campionato di serie D».

In conclusione si chiede «sicurezza per il nostro futuro. Non chiediamo la luna nel pozzo, ma che, come la serie D, anche noi si possa tornare a calcare l’erbetta nei rettangoli di gioco delle nostre città. Chiediamo rispetto e attenzione, come cittadini italiani rispettosi delle regole. E con noi giocatori, lo chiedono tutti coloro i quali fanno vivere questo settore così importante per lo sport e per l’economia».