In 24 ore appuntamenti romani di Figc e Coni per capire se ripartirà l’Eccellenza, virus permettendo

La curva pandemia rimane incognita al pari dei ristori e finanziamenti per protocolli sanitari e tamponi

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In una sorta di clima da “ora o mai più”, quella che si appresta ad iniziare potrebbe essere la settimana decisiva per capire se il calcio dilettantistico alzerà bandiera bianca per la seconda volta nel giro di un anno (già la scorsa stagione, con il primo lockdown, era stata decretata come conclusa in anticipo rispetto al calendario), con due appuntamenti in 24 ore nella capitale a dettare la linea sul piano sportivo, mentre il nuovo Governo dovrà dare alle società nel caso, per rispettare protocolli sanitari e tamponi frequenti, le risorse economiche o aiuti nel nuovo decreto valido dopo il 5 marzo.

Il premier Draghi nel chiedere la fiducia in Parlamento ha sottolineato l’importanza dello sport, delega che però non è stata espressamente citata nei ministeri assegnati (rimasta nelle funzioni del presidente del consiglio, potrà essere indicata comunque in questa seconda fase), aspetto che nel parlare di finanziamenti o ristori potrebbe non essere secondario.

LA POLITICA DEL PALLONE

Domani si terrà l’elezione del nuovo Presidente della Figc, con a sfidarsi l’uscente Gabriele Gravina ed il presidente della Lega Nazionale Dilettanti da poco riconfermato Cosimo Sibilia; martedì ci sarà la riunione della Giunta Nazionale del Coni a Roma. In 24 ore così si avrà l’ufficialità di chi guiderà la federazione e la risposta sulla proposta lanciata dalla Lnd di riconoscere anche il campionato di Eccellenza come di interesse nazionale (essendo direttamente collegato alla serie D attualmente in corso), potendo così riprendere la fase degli allenamenti dopo 4 mesi di fermo (inoltre il 31 marzo chiuderà il calciomercato di riparazione, attualmente “congelato” proprio per l’incertezza di chi potrà tornare a giocare) e fissare anche quale sarà la prima domenica utile per tornare in campo.

Tale evenienza era inizialmente prevista per questa settimana, e lo slittamento in avanti delle decisioni ufficiali ha anche comportato il complicarsi dell’idea, che la Calabria avrebbe voluto seguire, di completare regolarmente il girone d’andata e quello di ritorno con qualche turno infrasettimanale in più e post season allungata fino a luglio. Se la ripartenza dovrà essere nazionale, ogni comitato regionale potrà invece trovarsi davanti a situazioni diverse per scegliere il proprio format più congeniale.

Da tempo, per altro, era stata annullata tutta la fase interregionale legata sia alla Coppa Italia che alle vincenti play off, con quindi dei posti verso la serie D che verosimilmente saranno messi in palio tramite graduatorie apposite per i vari raggruppamenti, e sarà la Lega Nazionale Dilettanti a quel punto a dover fornire ai vari comitati le linee guida specifiche.

UNA STAGIONE CON FINAL EIGHT

Attualmente, se si riprenderà, la strada più semplice da seguire sembra invece quella del completamento del solo girone d’andata, con classifica divisa in due tronconi tra play off e play out, ma attualmente l’organico in Eccellenza è di 17 squadre (visto il ritiro ad inizio stagione del Corigliano, dovuto al braccio di ferro con la giustizia sportiva reclamando il posto in serie D del Roccella) e quindi per 8 squadre ad ambire al salto di categoria (scontri diretti in final eight con la vincente a conquistare la promozione), ed altrettante a sperare di mantenerla, ci potrebbe essere una “terra di mezzo” con un solo inquilino. Negli ultimi giorni, inoltre, il fronte dei perplessi tra le compagini calabresi si è allargato, con più società che vorrebbero terminare anzitempo il campionato reputando non sostenibile un futuro con così tante incognite e poche certezze.

Il format però non è del tutto scontato, anche perché andare incontro a retrocessioni (tradizionalmente legate nel numero anche alle calabresi in arrivo dalla D in Eccellenza) vorrebbe dire dover affrontare anche la mancata ripartenza della Promozione (collegata all’Eccellenza in modo ancora maggiore con cui il “piano di sopra” lo è con la serie D), ed un nuovo blocco della fase salvezza ad oggi è smentito: già questa stagione il massimo torneo dilettantistico calabrese ha optato per allargare il proprio organico a 18 squadre, e sull’ipotesi di arrivare a 20 compagini il presidente Mirarchi ha espresso la propria contrarierà per un sistema che sarebbe così ulteriormente poco sostenibile.

La crisi economica e sociale in atto suggerisce poi che il numero di società che non potrebbero concludere la stagione o iniziare la prossima potrebbe essere in aumento rispetto al passato, il che rimescolerebbe ulteriormente ogni ipotesi e criterio che andrà comunque delineato a tempo debito.

GLI SCATTI DELLA CURVA PANDEMIA

A poter però far saltare il banco definitivamente potrebbe essere ancora la circolazione del virus, e le relative varianti, con restrizioni alla circolazione che con le nuove decisioni potrebbero essere anche solo locali. In tal senso già in serie D non sono poche le partite rinviate e da recuperare, ed anche in Eccellenza alcune compagini hanno sfide in sospeso rispetto alle sole 6 giornate effettuate inizialmente.

Di certo anche nella migliore delle ipotesi la stagione non vedrebbe pubblico sugli spalti, con buona pace di società come Vigor Lamezia e Sambiase che hanno anche investito per migliorare alcuni aspetti degli stadi comunali in cui disputano le partite casalinghe, oltre a garantire le dirette in streaming dei propri match.

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