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Tra tattica, polemiche ed intensità la stracittadina tra Sambiase e Vigor Lamezia con l’auspicio di rivedersi il 13 giugno

La diretta streaming gratuita sul profilo Facebook della società di casa ha ricevuto ad oggi più di 10.000 visualizzazioni

Arrivata a metà delle 7 giornate previste nel girone di sola andata per la ripartenza dell’Eccellenza, la stracittadina tra Sambiase e Vigor Lamezia alla fine ha offerto gran parte di quanto si ci poteva attendere: ritmi alti specie nel primo tempo; intensità nel cercare di impostare il proprio stile di gioco; polemiche arbitrali; gol segnati e sbagliati; contestazioni ed episodi sui quali la partita ha mutato indirizzo o avrebbe potuto.

La contesa fuori e dentro il campo

La diretta streaming gratuita sul profilo Facebook della società di casa ha ricevuto ad oggi più di 10.000 visualizzazioni, con 720 commenti per lo più avvenuti durante lo svolgimento dello stesso match. Una “tribuna virtuale” tra tifo ed analisi tattiche o tecniche che in tempo di pandemia ha uno scenario privilegiato in più sport, visto il perdurare delle porte chiuse (al netto di accrediti ed accessi concessi), ma che in un pomeriggio con in campo alcune big della serie A non era fenomeno scontato.

Le due società hanno avuto una narrazione video diversa sia nel montaggio di lancio della partita (scambiandosi alcuni scatti delle precedenti gare), quanto anche nella sintesi successiva alla contesa postata sui propri canali social: a secondo dei colori muta sia la postazione delle riprese che la scelte delle azioni da inserire.

Tra i due litiganti, il terzo è in errore

Altra aspettativa rispettata è stata quella della direzione arbitrale che scontenta in almeno qualche aspetto sia l’una che l’altra squadra. Per la partita era stato designato un arbitro di fuori regione, D’Agnillo di Vasto, con assistenti Presta di Cosenza e Celestino di Reggio Calabria, ed il giudice di gara non calabrese si è trovato fin da subito in campo davanti ad una partita non facile dati i ritmi serrati delle manovre, ed il dover trovare anche un metro di giudizio equo tra la giusta fisicità ed il sanzionare ogni eventuale eccesso.

Nel copione di ogni gara comune su tutti i campi c’è poi il tentativo di “pressione” tra proteste, lamentele e lamenti ad ogni fischio o non fischio, così come le panchine in piedi ad invocare punizioni, rigori, cartellini con il guardialinee più vicino agli allenatori ad avere lavoro extra per cercare di mantenere gli animi più composti.

Se nel primo tempo c’è stato un rigore reclamato ma non concesso per parte, è nella ripresa che avvengono gli episodi chiave: l’espulsione di Haberkon per un contrasto a metà campo su Mascaro, ed il rigore nel recupero per controllo di braccio di Vitolo, con l’arbitro prima ad indicare l’assenza di fallo e poi tornare celermente sui propri passi ed indicare il dischetto. Due episodi a punire la Vigor Lamezia di cui il Sambiase non ha però tratto giovamento (che si aggiungono alle recriminazioni per il palo colto nel primo tempo e traversa nella ripresa), mentre entrambe le squadre chiudono il tempo maledicendo il cronometro (ripartenza di Bernardi fermata dall’intervallo dopo 1 minuto di recupero, punizione nei pressi dell’area non battuta per i biancoverdi a 6 minuti oltre il novantesimo).

Nel segno del 10

Settore giovanile in biancoverde, salito alla ribalta nel 2015 nella fase in cui la juniores giocava la Coppa Italia della Lega Pro in attesa che la giustizia sportiva decidesse il destino della Vigor Lamezia in merito all’inchiesta Dirty Soccer, dopo i problemi di salute messi alle spalle Francesco Umbaca ha iniziato una nuova pagina della propria storia sportiva dalla Promozione con la maglia del Sambiase. Domenica, dopo 3 gol in 2 gare, decisivi sia nella vittoria contro lo Scalea che nel pareggio nel finale a Locri, il numero 10 di mister Fanello si è trovato però ad angolare troppo la conclusione dagli 11 metri, vedendo sfumare così il sorpasso della propria squadra.

Nello stesso frangente protagonista, ma in modo diverso, un altro numero 10 che con Vigor Lamezia e Sambiase ha giocato più di una gara importante anche da capitano: Tony Lio.

Da secondo in panchina di mister Vargas ha fin dall’inizio intrapreso una propria gara nella gara: incitamenti ed indicazioni ai giocatori biancoverdi; polemiche e contestazioni con gli avversari; proteste con arbitro e guardialinee, fino all’espulsione proprio dopo il contestato rigore nel finale di gara ed il rientro negli spogliatoi “accompagnato” da più di un elemento di staff e giocatori per cercare di placarlo. Una grinta che non è passata inosservata agli spettatori fisici e virtuali, pro e contro al momento a seconda della fede calcistica.

Corsie e lavori in corso

Tre giornate son poche per pesare e giudicare una squadra e la relativa costruzione, ma 3 gare saranno quelle decisive che a giugno decreteranno chi tra le attuali 8 iscritte andrà direttamente in serie D, con non poche probabilità di trovare il salto di categoria anche per chi andrà più avanti nel corso delle eliminazioni dirette, visti i posti vacanti già noti e quelli che potrebbero aggiungersi essendo in atto l’ennesima inchiesta giudiziaria su partite condizionate fuori dal campo nelle passate stagioni e la crisi pandemica/economica ancora nel vivo.

Dal punto di vista tattico e tecnico il Sambiase ha dimostrato domenica di avere una propria identità definita dal gioco di mister Fanello, con un 4-2-3-1 che anche con i miglioramenti dell’ultimo mercato condotto dal duo Samele – Mazzei prosegue sull’idea con cui si era partiti dopo l’estate. Ci sono poi le “variazioni sul tema”: per caratteristiche fisiche Fioretti ha un interpretazione del ruolo di prima punta diversa da Mandarano, così come in mezzo al campo Gaudio con Trentinella, per citare alcuni dei cambi effettuati nelle ultime uscite dei giallorossi.

Il minimo comune denominatore è però l’importanza degli esterni, e non a caso in quasi ogni segnatura della compagine di via Savutano sono stati coinvolti elementi come Bernardi e Verso tra assist o occasioni create.

Di contro domenica il Sambiase ha subito la stessa moneta: nel primo tempo Russo e Foderaro spesso hanno avuto la meglio sul diretto marcatore, ed anche il gol biancoverde arriva da un’accelerazione di Martinez sulla corsia sinistra da cui nasce il cross per il colpo di testa di Haberkon.

La Vigor Lamezia però, avendo cambiato oltre alla guida tecnica anche gran parte dell’organico, viene giudicata oltre che sui risultati anche sui miglioramenti in atto. Una rosa folta quella a disposizione di Vargas, che però si trova ad avere un centrocampo con un solo elemento confermato dalla precedente gestione, il classe 2001 Ferrara, avanzando poi elementi come Vitolo e Malerba in mediana non essendo tutti i giocatori nello stesso stato di condizione attualmente.

Si hanno quindi forma e sostanza in divenire per quanto riguarda il gioco: nelle prime gare si è partiti con il 4-3-3 con Scozzafava playmaker spesso arretrato, passando poi nella ripresa al 3-5-2 sfruttando gli elementi in ingresso dalla panchina, e già la scorsa stagione sotto la gestione Salerno nel girone di ritorno l’attacco passò da una linea a 3 alla versione con un trequartista e 2 elementi più accentrati (a trovarne maggiore giovamento fu Foderaro dal punto di vista dello score personale).

Tutto il mondo fuori

Nel “fattore S” (Sersale, Soriano e Sambiase le prime tre avversarie, lo Scalea sarà l’ultima) fino ad ora la Vigor Lamezia ha trovato 4 punti trovando nelle prime 3 giornate ognuna delle combinazioni possibili tra sconfitta, vittoria e pareggio, una lunghezza in più per il Sambiase che dopo la vittoria contro la Scalea ha pareggiato in extremis sia a Locri (ma in rimonta) che domenica (quando è sfumata la vittoria nel recupero). A guidare al momento sono Sersale e Reggiomediterranea a 7 punti, ma con 4 giornate ancora davanti gli scontri diretti solo previsti in ogni giornata.

Il tabellone play off vedrà il 30 maggio prima contro ottava e quarta contro quinta da un lato, terza contro sesta e seconda contro settima dall’altro. Una migliore posizione al termine del girone diretto avrà tra i suoi vantaggi, oltre che nel giocare in casa, il poter passare anche con il pareggio: nel primo turno al termine dei tempi regolamentari la squadra peggio classificata viene considerata perdente con il segno X vigente, evenienza che in semifinale e finale avverrà dopo la disputa dei 2 tempi supplementari.

L’augurio sulle due sponde calcistiche lametine potrebbe essere quello di rivedersi così direttamente il 13 giugno per la finalissima verso la serie D, con tutte le prerogative della stracittadina elevate per il premio in palio (per il pubblico sugli spalti dipenderà dalla situazione epidemiologica).