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Gli ambiti economici, logistici, agonistici e contrari attorno al nuovo soggetto calcistico lametino

Gli ultimi passaggi che dovranno essere ratificati entro lunedì.

Lo scenario di avere un nuovo soggetto sportivo, con il titolo del Sambiase in serie D e lo staff societario allargato della Vigor Lamezia, fomenta il dibattito ancora lungo le sponde calcistiche degli appassionati lametini, con gli ultimi passaggi che dovranno essere ratificati entro lunedì.

Da un lato il fronte più appassionato e legato ai colori disdegna la soluzione che si sta intraprendendo, dall’altro il fronte più sportivo e meno fidelizzato valuta con maggiore positività l’unione delle forze, che però nasce con prerogative più economiche e logistiche che di tipo passionale o di tifo. Un azzardo imprenditoriale che in altri sport in città ha visto a rapidi successi anche altrettante celeri scomparse.

L’AMBITO ECONOMICO

Registrate infatti le difficoltà del Sambiase prima ad iscriversi, poi a costruire una squadra competitiva in serie D, si è ripreso il discorso interrotto lo scorso anno di un nuovo assetto societario: ieri sera, dopo una serie di smentite e di riunioni con reperimento di risorse economiche (che a questo punto dovranno essere restituite a chi le chiederà indietro?), da via Savutano si è gettata la spugna, e già nella stessa giornata si era tenuto un incontro da un notaio nei pressi di via Colombo per sottoscrivere gli accordi per il subentro di un nuovo gruppo rappresentato da un avvocato.

Oltre all’attuale dirigenza della Vigor Lamezia, tra sponsor e soci sarebbero entrati a dare il proprio contributo sia dalla sponda giallorossa che da quella precedente biancoverde, con anche altri aiuti che sarebbero arrivati proprio in virtù di una nuova denominazione e colorazione che si slegasse dal passato. Non più Vigor Lamezia e Sambiase, ma Lamezia Terme con colori gialloblu.

L’AMBICO LOGISTICO

Il coinvolgimento poi anche della Promosport, che andrebbe a fondersi con la Vigor Lamezia e disputare come squadra l’Eccellenza con il titolo biancoverde, introduce l’ambito logistico: i 3 principali stadi cittadini (Gianni Renda, Guido D’Ippolito, Rocco Riga) sarebbero fino al termine dell’anno (ma mancando un nuovo bando non improbabile che la scadenza slitti a giugno 2022) sotto la gestione dello stesso gruppo societario (venendo “ereditati” da Sambiase, Vigor Lamezia e Promosport, di cui le strutture portano anche i colori e loghi societari), con in più anche il campo di Ginepri rimesso a nuovo dalla società di via Boccioni.

Per 2 prime squadre (serie D ed Eccellenza) si avrebbero più soluzioni per allenamenti e gare ufficiali, con da definire poi come sarà organizzato il settore giovanile (ogni squadra ad oggi aveva sia juniores che scuola calcio, oltre alle differenze in ambito dei vari livelli di età). Di contro tutto l’universo di altri soggetti coinvolti a vario titolo nel mondo del calcio dovrebbe rivolgersi alla medesima organizzazione, essendo per altro da tempo fuori uso i campi da gioco in terra battuta come Fronti e Provenzano per quanto riguarda l’impiantistica pubblica.

Già ad inizio anno si erano trovati esponenti delle varie società per cercare, mantenendo i titoli divisi, di trovare una collaborazione e far fronte unito per suggerire al Comune l’ipotesi di un arco temporale più ampio da inserire nel nuovo bando di gestione degli impianti sportivi, potendo così ambire anche a partecipare a bandi dedicati per fondi destinati ai lavori su tali strutture dovendo passare dal Comune solo per le autorizzazioni amministrative. Tale discorso però, come la definizione di nuove tariffe, verosimilmente verrà affrontato dopo che tra settembre ed ottobre si terranno le mini amministrative che faranno tornare in carica consiglieri, assessori e sindaco (alcuni dei quali hanno avuto anche ruoli nelle società calcistiche, ed in alcuni casi non hanno nascosto la fede per determinati colori).

Nel medio e lungo periodo, inoltre, se il nuovo progetto trovasse successi sportivi oltre che solidità e seguito in loco, in caso di necessità di dover puntare ad impianti più capienti un soggetto più strutturato potrebbe sedersi al tavolo delle trattative istituzionali e rilanciare la cittadella dello sport alla fine di via Progresso, con il Carlei da chiedere in gestione alla Provincia per un lungo periodo previo impegno a riqualificare la struttura abbandonata dall’ente intermedio, proprio accanto al nuovo palazzetto dello sport (ad oggi ancora chiuso al pubblico e con i problemi di viabilità da risolvere) i cui lavori sono stati curati dalla ditta Ferraro, ovvero il vicepresidente della società guidata da Felice Saladini attualmente, ed ai terreni su cui Floriano Noto, ora presidente del Catanzaro, qualche decennio addietro aveva proposto la costruzione di un progetto commerciale.

IL FRONTE DEI CONTRARI

La gestione “imprenditoriale” della vicenda però deve far fronte ora con il contesto pregresso: le ultime stracittadine, ed i festeggiamenti del Sambiase in serie D, hanno dimostrato come tra le due sponde del tifo la gran parte dei sostenitori non sognasse di ritrovarsi sotto un’unica bandiera. Oltre alla sostenibilità economica, quindi, c’è anche l’ambito di chi dovrebbe sostenere dagli spalti la squadra che si andrà a creare, anche alla luce delle minori restrizioni sulla capienza degli impianti legate alla pandemia annunciate dal Governo. L’ultima campagna abbonamenti, prima delle chiusure dovute alla pandemia, aveva visto numeri migliori al Sambiase rispetto che alla Vigor Lamezia, con però da valutare l’atteggiamento diverso delle due piazze a tali forme di fidelizzazione.

Per tali premesse già da ieri, tra social e piazze reali, è iniziata a serpeggiare la possibilità che, nel caso il fronte di disturbo all’attuale fase di riorganizzazione non andasse a buon fine, scomparse Vigor Lamezia e Sambiase per come conosciute ad oggi, le stesse possano essere iscritte ad un livello più basso dal fronte dissidente di tifosi e sponsor. Se si dovrà cercare l’assalto ad un titolo dell’hinterland in Promozione o Eccellenza il tempo scadrà lunedì, per la Prima Categoria entro il 2 settembre, Seconda Categoria entro il 16 settembre, Terza Categoria entro il 23 settembre.

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L’AMBITO AGONISTICO

Qualsiasi sia l’esito finale dei risvolti societari, a dare il giudizio definitivo sarà il campo da gioco, dove a scendere non sono gli euro sul conto ma i giocatori e lo staff tecnico ingaggiati. Con i campionati che inizieranno il 19 settembre, e 14 giorni prima il prologo dell’inizio della Coppa, per agosto ogni squadra dovrebbe avere sia una rosa completa che uno staff tecnico che abbia interloquito con quello dirigenziale per formarla.

Mentre così altre piazze annunciano allenatori e giocatori, a Lamezia Terme è tutto fermo in un limbo, con tecnici e giocatori contattati ma al momento “congelati”, i quali potrebbero essere anche liberi di accasarsi altrove non volendo rischiare di rimanere poi a spasso per qualche mese in attesa di sfortune altrui. Il connubio poi tra Vigor Lamezia e Sambiase non dà certezze che lo stesso avvenga nell’unire le migliore forze scese in campo nello scorso campionato di Eccellenza, e maggiori indicazioni dovrebbero arrivare proprio dall’ufficializzazione di chi sarà chiamato a prendere tali scelte. L’errore da non ripetere è quello dell’allestimento “last minute” commesso due volte nell’arco di una stagione dalla Vigor Lamezia sotto il primo anno di presidenza Saladini.