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I tifosi contestano, l’ex presidente chiarisce, la società in vendita ed i consiglieri contro il sindaco sulla Vigor Lamezia

Tra comunicati stampa e profili Facebook una giornata di commenti, ma senza alcuna trattativa conclusa

In nottata la contestazione muraria da parte della tifoseria (diversi striscioni sono stati però divelti nel frattempo), e dopo lo stringato comunicato stampa con cui sabato dava l’addio al calcio lametino Felice Saladini torna ad intervenire via social sulla vicenda della nuova squadra calcistica che non sorgerà più a Lamezia Terme.

«Quando è stata chiara la situazione del Sambiase, con la Vigor nel cuore mi sono messo a disposizione dello sport e del futuro della città», sostiene l’ex patron biancoverde che aveva unito le due Vigor a giugno dello scorso anno, «ma a fronte della mia disponibilità per trovare un punto di incontro per il bene dello sport di Lamezia Terme ho trovato un’ostilità trasversale per me incomprensibile. Lo sport deve essere prima di tutto un esempio di valori positivi e correttezza, in questa vicenda non li sto più trovando. Io sono sempre per la trasparenza e per chi unisce invece di chi divide».

Rimangono i punti non chiariti di una vicenda che ha tenuto banco per tutto il mese di luglio, dopo che era stata attenzionata già ad ottobre 2019 e la scorsa estate, anche se con contorni diversi.

L’IMMEDIATO FUTURO

Il nuovo organigramma societario della Vigor Lamezia passerà dallo studio dell’avvocato Massimo Carnovale, che dal profilo facebook biancoverde aggiorna la situazione: «ringrazio la società per l’incarico ricevuto. Comunico che al momento alcuna proposta è stata ricevuta. Rimango disponibile nella giornata odierna ad eventuali interessamenti concreti e con le dovute garanzie al fine di dare prosieguo alla società Vigor Lamezia. Al contrario, domattina si consegnerà la squadra e la società alla città».

Qualcosa intanto però si starebbe muovendo, unendo ex dirigenti delle fasi gestionali precedente e successiva la presidenza Arpaia, a cui si aggiungerebbero in quota minoritaria anche nomi accostati ad altre società o estranei fino ad oggi al mondo del calcio.

Tra questi Angelo Folino, ex presidente della Promosport, che a stadioradio delinea la propria posizione: «sto lavorando per la Promosport, è chiaro che la Vigor ha comunque un’importanza specifica per la città e non può essere lasciata morire. Per quanto mi riguarda la Vigor deve avere l’occasione di una nuova cordata che coinvolga quante più forze imprenditoriali possibili per dare lustro ai colori biancoverdi. In estrema ratio interverrei esclusivamente per non far perdere questo patrimonio allestendo una squadra che possa giocarsela con tutti, ma con l’obiettivo primario del mantenimento della categoria».

Eventuali novità sono attese per la giornata odierna.

LA QUESTIONE POLITICA

La possibilità di una nuova squadra dal nome Lamezia Terme ed i colori gialloblu (anche se esisterebbe già in Prima Categoria il Città di Lamezia Terme proprio con i colori della città) ha fatto risvegliare il dibattito calcistico anche in chi l’aveva sopito da tempo. Inoltre la vicenda è divenuta anche politica, visto che sulla propria pagina social personale anche Paolo Mascaro, che prima di intraprendere la campagna elettorale per diventare sindaco era il presidente della Vigor Lamezia, aveva espresso la propria fedeltà ai colori biancoverdi.

Una posizione privata che però secondo i consiglieri di opposizione Aquila Villella e Rosario Piccioni è inopportuna, poiché il legale lametino dovrebbe tornare tra settembre ed ottobre ad essere sindaco della città della piana.

«Sulla situazione calcistica della nostra città e soprattutto sul tema caldo di questi giorni “squadra unica sì, squadra unica no”, ciascuno di noi, da tifoso e da cittadino, può legittimamente avere il proprio punto di vista», rimarcano i due esponenti di centrosinistra, «ma le istituzioni sono un’altra cosa: a maggior ragione se a parlare è il primo cittadino. Certamente da parte del Sindaco, figura istituzionale che dovrebbe unificare la comunità e rappresentare tutti, non sono tollerabili prese di posizione di parte, come quella assunta nei giorni scorsi da Mascaro su uno dei suoi canali social: c’è il pericolo concreto, come emerge dagli stessi commenti di tanti cittadini e tifosi, di alimentare vecchie  divisioni e contrasti senza senso all’interno della stessa città, inaccettabili dopo oltre mezzo secolo dall’istituzione di Lamezia Terme. Le prese di posizione di un sindaco non possono essere quelle di un capo ultrà qualsiasi, ma devono essere almeno pubblicamente posizioni di chi rappresenta tutta la comunità».

Se non fosse che il commento è stato pubblicato sull’account personale, non sulla pagina ufficiale del sindaco, differenze social non secondarie.

A moti di ribellione già avviati sia sulla sponda giallorossa che quella biancoverde, però, Piccioni e Villella indicano come causa colui il quale ne era prima indicato come fautore: «fa specie che, dopo mesi e mesi di silenzio su questioni cruciali per la città, dall’emergenza sanitaria, al COVID, alle ultime vicende su Sacal e campo rom, il sindaco “sospeso” si risvegli magicamente dal letargo per prendere posizioni su questioni sicuramente importanti ma nettamente al di fuori delle competenze del sindaco».

E mentre né Sambiase né Vigor Lamezia ad oggi hanno un nuovo organigramma, e le trattative di società unica e nuova era interna a privati cittadini poiché attualmente gli organi di indirizzo politico sono sospesi, la nota stampa si chiude reputando che «le scelte sul futuro delle realtà calcistiche della nostra città debbano essere prese dai dirigenti sportivi ma soprattutto tenendo conto delle opinioni e dei punti di vista di tifosi e appassionati, con uno spirito di dialogo e confronto costruttivo che è l’espressione più bella dello sport. La politica e le istituzioni possono dare il loro contributo per favorire il dialogo, non certo per suscitare divisioni e contrapposizioni».