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Calcio lametino stravolto in una settimana, presente ed immediato futuro legato a più varianti

Una nuova società certa, Fc Lamezia Terme, altra Vigor Lamezia in cerca di titolo, il Sambiase fermo ai buoni auspici

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Scaduti i termini per le iscrizioni in serie D, Eccellenza e Promozione il 22 luglio gli scenari erano di 3 squadre divise in altrettanti campionati diversi a Lamezia Terme, una settimana dopo è tutto cambiato con più di un’incognita e richieste di forzatura sulle scadenze da regolamento: in serie D al posto del Sambiase giocherà il Fc Lamezia Terme, la cui nascita ha di fatto cancellato le prime squadre di Sambiase e Vigor Lamezia mentre non è chiaro il destino della Promosport, che ha già fatto partire l’organizzazione della Promozione, e nello stesso campionato si registrano gli interessamenti di una vecchia gestione vigorina verso il titolo della Garibaldina.

IL WEEK END DEI CHIARIMENTI DIVENUTO DEGLI ANNUNCI

Dopo il triplice cambio di direzione in 72 ore, il presidente Felice Saladini nella conferenza stampa di martedì scorso aveva dato appuntamento alla stampa per il fine settimana per fornire tutti i chiarimenti del caso in merito al nuovo soggetto sportivo e sul destino delle 3 realtà da cui nasceva.

Quest’oggi è arrivata la convocazione di un incontro con i giornalisti (da cui si comprende anche che sia in costruzione il nuovo sito fclameziaterme.it), ma per martedì, annunciando Alessandro Erra come nuovo tecnico (di ritorno nella città della piana dopo le stagioni positive sia al Sambiase in serie D, che alla Vigor Lamezia dove ha allenato fino al 2015, anno di Dirty Soccer e della retrocessione di ufficio da parte della Corte Federale d’Appello nonostante l’11° posto finale in Lega Pro), “unendo” le forze organizzative della Vigor Lamezia (il direttore generale Gabriele Martino) e Sambiase (il direttore sportivo Antonio Mazzei) da cui arriveranno anche altre componenti nei vari ruoli dello staff societario. Non una fusione nei termini di regolamento, ma stessa proprietà delle due società (ambito che la Figc sta per vietare nei professionisti), con quindi una ridistribuzione del capitale umano da effettuare, da capire se anche in campo per quanto riguarda i giocatori reduci dall’Eccellenza (al momento varrebbero i tesseramenti di alcuni under).

Quel che manca è però l’ufficialità della composizione della nuova società: martedì scorso in conferenza stampa accanto a Saladini si è seduto il solo Ferraro, che in biancoverde era vicepresidente ed altro unico socio, mentre il nuovo soggetto sportivo sarebbe dovuto nascere coinvolgendo componenti e sponsor sia delle realtà esistenti (presenti e passate) che altri soggetti esterni al mondo calcistico che avrebbero sposato solo una nuova realtà unita. Scombussolare gli equilibri di due piazze, unire nella contestazione due tifoserie, per poi trovarsi con le stesse forze con cui si era chiusa l’Eccellenza 2021 in biancoverde sarebbe un’operazione imprenditoriale che parte con presupposti non ottimali.

Saladini inoltre ha avuto un confronto con alcuni tifosi della Vigor Lamezia già martedì, confermando l’intenzione espressa di voler tenere in vita le matricole ed i colori esistenti di Sambiase e Vigor Lamezia solo a livello giovanile, indicando quindi una rinuncia al campionato di Eccellenza in cui ad inizio della precedente settimana aveva presentato la domanda di iscrizione. Soluzione che non ha trovato gli entusiasmi in via Marconi, mentre l’incontro proposto con i supporters giallorossi non si è tenuto per il diniego degli stessi, che nella propria contestazione hanno puntato il dito sia contro la società uscente che quella entrante. Mancavano i presupposti di base.

IL NAUFRAGIO SAMBIASE E L’ASSENZA DI UN TIMONE

Se stringate e poche erano state le dichiarazioni dal fronte Vigor Lamezia nel periodo tra l’uscita nei play off di Eccellenza e la presentazione del Fc Lamezia Terme, in casa Sambiase, dopo la loquacità social per i festeggiamenti della vittoria a Sersale con salto di categoria, si era assistito il 30 giugno all’addio di Gigi Fazio al ruolo di presidente giallorosso. Ne è seguito 11 giorni dopo un comunicato che annunciava come prossima l’ufficialità della nuova organizzazione, ed altri 12 giorni dopo le dimissioni del nuovo gruppo societario che mai però era stato presentato. Oggi, ad una settimana di distanza e con l’atto di cessione già firmato in favore di Saladini, si scoprono alcune carte.

A farlo è il presidente designato, Eugenio Mercuri, il quale in una nota inviata ad alcune testate allarga a 30 giorni la propria esperienza in giallorosso (anche se i conti con le ricostruzioni dei passaggi non tornano), ammettendo che la richiesta di iscrizione in serie D avesse la sua firma come massimo dirigente, per poi però delineare una realtà organizzativa diversa da quella che il 23 luglio sanciva il passaggio di consegne ad altre sponde non avendo le forze economiche per proseguire.

«Oltre a trovare i sostegni economici stavamo incasellando risultati molto incoraggianti. Anzitutto il pacchetto societario: ne avrebbero fatto parte un’ambasciatrice calabrese residente in California, rappresentante di sambiasini di successo all’estero; in società avremmo portato anche un delegato dei tanti tifosi che avevano iniziato a costituire l’azionariato popolare», spiega Mercuri, e proprio nel tifo giallorosso continua a tenere banco se quanto donato sarà restituito, e chi ed in che modo nel caso positivo dovrà occuparsene.

«Sul fronte tecnico avevamo già suggellato una collaborazione con l’US Catanzaro foriera di scambio di calciatori. Sul fronte commerciale, grazie alla mia professione, avevo intessuto rapporti con diverse aziende alcune delle quali molto interessate al progetto-Sambiase di cui faceva parte anche un nuovo utilizzo dello stadio», continua l’ex presidente, «sia ogni giorno, grazie ad una zona-baby in cui portare i bambini a giocare mentre gli adulti potevano assistere agli allenamenti, sia prima delle partite ufficiali, con eventi di degustazione dei prodotti tipici da parte delle aziende vicine alla società. Senza contare che stava inoltre prendendo già consistenza l’amichevole con un’altra squadra calabrese dei campionato maggiori».

Buone intenzioni e propositi che però rimangono sulla carta, visto che la società è passata in mano altrui per il disimpegno della compagine dimissionaria presieduta da Mercuri. Come nel commercio, anche nello sport per chi compra c’è chi vende.

SCOMPARE UNA VIGOR, RICOMPARE LA VIGOR LAMEZIA?

Nel giro di 6 anni la Vigor Lamezia, priva del tifo organizzato in gradinata, è passata dalla Lega Pro ad una retrocessione in serie D e poi in Eccellenza senza una società forte alla guida, una mancata iscrizione nel massimo campionato dilettantistico regionale da cui son nate due diverse forme di sodalizi (in Prima Categoria dalla fusione del titolo dello Stalettì con quello dei Biancoverdi Lamezia, in Terza Categoria ex novo per opera di una frangia della tifoseria), qualche anno di cammino in parallelo e lo scorso anno nuovamente Vigor Lamezia unica con Saladini presidente, che 13 mesi dopo però ha mischiato nuovamente le carte in campo, ed i cori con fumogeni e bandiere ad evidenziare l’entusiasmo alla presentazione di mister Morgia sono solo un lontano ricordo. Ora è tornata la fase degli striscioni di contestazione.

Come in via Savutano, anche in via Marconi lo scorso fine settimana è stato ricco di trattative, ma in questo caso all’annuncio di disimpegno del duo Saladini – Ferraro nel giro di una giornata è seguito il dietrofront: non si cede più la società, ma la prima squadra non andrà in campo.

Da qui il fronte del dissenso che chiede un passaggio di mano al presidente dell’ora Fc Lamezia Terme, l’avvocato incaricato che non può ricevere offerte o dare chiarimenti non avendo più il mandato di cedere, voci che si rincorrono sui social e a mezzo stampa per un rinato interesse con sapore di contestazione per le vicende biancoverdi. Lunedì è infatti scaduto il termine per le modifiche di denominazioni e colori sociali delle squadre iscritte, e se il Sambiase è divenuto Fc Lamezia Terme per tale possibilità, lo stesso si stava cercando di fare da parte di una cordata lametina vigorina che aveva puntato un titolo di Promozione nello spazio consentito dei 20 km di distanza per creare un’altra Vigor Lamezia.

Indiziata era la Garibaldina di Soveria Mannelli, che aveva avuto difficoltà risolte prima dell’ufficialità dell’iscrizione, ma che potrebbe anche passare la mano se non fosse che la richiesta di diverso nome dovrebbe essere stata avanzata entro lunedì per essere valida, e di comunicazioni ufficiali in tal senso non ne sono giunte.

ESTATE CALDA, AUTUNNO NON DA MENO

A settembre scadranno i vari termini per i campionati di Prima, Seconda e Terza Categoria, con il livello più basso sportivo che potrebbe in un’ultima istanza vedere anche la possibilità, in caso di volontà, di ricostruire senza sforzi ulteriori una nuova Vigor Lamezia ed un nuovo Sambiase con nomi assonanti ma non uguali a quelli che nei settori giovanili dovrebbe portare avanti la gestione Saladini.

Con i campi in terra battuta di Fronti e “Provenzano” fuori uso, ad oggi la proprietà Saladini mantenendo le matricole precedenti ha la gestione di “Guido D’Ippolito” e “Gianni Renda” con i colori di Vigor Lamezia e Sambiase, con in più per la Promosport il “Rocco Riga” e l’impianto privato di Ginepri.

Le convenzioni scadranno però a fine anno, tra settembre ed ottobre rientrerà in carica l’attuale amministrazione comunale sospesa, e se da un lato la nuova società è stata non appoggiata da subito dal sindaco Mascaro per la fedeltà giurata al biancoverde, a favore si son schierati diversi consiglieri comunali. Stessi organi di indirizzo politico, in aggiunta a quelli di indirizzo amministrativo, che dovranno prima approvare le nuove tariffe degli impianti pubblici, poi stilare un bando per la gestione. Che gli uffici comunali siano in linea d’aria proprio a metà tra via Marconi e via Savutano è una suggestione visiva che però non rende più facile la massa da dipanare tra costi di gestione ed uso, durata dell’accordo, limiti di partecipazione, divergenze di tifo e visione imprenditoriale. Aggiungendo in più che la burocrazia comunale non brilla per celerità, efficacia ed efficienza per deficit di personale, oltre alla pandemia sul calcio lametino incombono altre varianti.

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