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Gravina a Catanzaro: “Verso la riapertura degli stadi al 75%”. Riforma? “Puntiamo a una doppia B” fotogallery

E alla sede della Lnd Calabria è entusiasmo per il tour della Coppa vinta dall'Italia Wembley

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    Entusiasmo, flash e lunghe code di curiosi hanno accolto questo pomeriggio, a Catanzaro, la coppa vinta dalla Nazionale azzurra agli ultimi campionati Europei di calcio. In tour per tutto lo stivale, il trofeo alzato da capitan Chiellini nel cielo di Wembley lo scorso luglio è approdato oggi al Centro Tecnico Federale di via Contessa Clemenza, accompagnato dal presidente della FIGC Gravina e dal Presidente LND-FIGC Calabria Saverio Mirarchi.

    «QUI PER ASCOLTARE» – In agenda, per il massimo vertice federale, c’era oggi l’incontro con la struttura regionale della Lega Nazionale Dilettanti e del Settore Giovanile e Scolastico; prima però il passaggio davanti a microfoni e taccuini per parlare di futuro, formazione e sostenibilità del sistema calcio. «Dal presidente è arrivata una grande apertura in termini di attenzione, disponibilità e voglia di conoscere le problematiche del nostro territorio» l’apertura di Mirarchi. Ed in questo solco si è collocato anche l’intervento di Gravina mirato a sottolineare il ruolo nuovo di “recettore di istanze” della federazione. «Mi considero uno studente – ha esordito il numero uno della FIGC – un ragazzo che va in giro e studia, poi torna a casa e fa i compiti. Questa la dimensione degli incontri già svolti e di quello in programma in Calabria: bisogna andare incontro alle esigenze del territorio, cercare di capire le problematiche esplose ed amplificate dalla pandemia e poi cercare di porci rimedio». Forti gli elogi al comitato calabrese – «Nino Cosentino una grande figura, dall’elevato spessore umano» – e chiara la linea di indirizzo per il futuro: «Valorizzare la dimensione sociale del calcio, la stessa che arrivando qui, guardando i ragazzi che dedicano tempo alla formazione dei giovani, si tocca con mano».

    RAFFREDDARE, POI FONDERE – Ma l’attualità ha imposto anche un rapido passaggio su temi come la capienza degli stadi e la riforma dei campionati, ampiamente e largamente dibattuti da mesi in tutte le sedi. «Ci stiamo impegnando per aumentare la capienza negli impianti – ha annunciato Gravina – e fra oggi e domani dovrebbe vedere la luce una nuova disposizione con l’apertura al 75% dei posti dai primi di ottobre per arrivare a quota 100% della disponibilità poco dopo. La riapertura parziale non ha portato aumento di curva pandemica». Una notizia confortante soprattutto per i club che attraverso gli incassi di botteghino potranno reagire meglio al duro colpo inferto dal covid. Anche sul fronte riforme sono arrivate importanti delucidazioni: prematuro parlare di Var in serie C – «siamo lontani anni luce dal punto di vista tecnologico, di attrezzature e di uomini rispetto alla A» – mentre il rimodellamento dei tornei «non sarà riduzione algebrica ma un cambiamento culturale»: «Il nostro calcio è surriscaldato – le parole del presidente della FIGC – Si spende troppo ed il divario di mutualità tra le categorie è altissimo. Così non si può andare avanti: raffreddiamo il sistema con fasce intermedie e procediamo con fusione tra serie B e C d’elite». Ultima battuta dedicata alla coppa, la protagonista di giornata, ammirata con occhi lucidi da grandi e piccini nella sala delle conferenze: «E’ la coppa dell’Italia e degli italiani – le parole di Gravina – per noi è un onore portarla in giro per il paese».

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