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Animi accesi sul campo dell’Acireale non puniti dal giudice sportivo, l’amarezza dell’Ecosistem Lameziasoccer

La società orange accetta la sconfitta facendo mea culpa sportivo ma contesta l'assenza di provvedimenti per l'invasione di campo

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    Alla diciassettesima gara di campionato è arrivata la prima sconfitta stagionale per l’Ecosistem Lamezia Soccer che ha poco da rimproverare, se non fare mea culpa per i tanti errori sotto porta dei propri calcettisti. Una sconfitta maturata sul campo dell’Acireale che bisogna accettare e rimboccarsi le maniche per non vanificare quanto fatto in precedenza.

    La società orange lamenta però che «non ci deve far esimere dall’esprimere le nostre considerazioni su quanto avvenuto dentro e fuori il campo ad un certo punto della gara senza che nulla fosse annotato sui referti di gara. Non tanto per il fatto in sé; può succedere che in una partita gli animi si surriscaldino e qualcuno vada sopra le righe, ma per il fatto che, gli organi preposti, deputati a vigilare ed intervenire drasticamente quando succedono certi episodi abbiano completamente girato le spalle».

    Si ci dichiara «basiti nel constatare che, sul CU, non sia riportato nulla di quanto avvenuto a 03’41” dal termine della gara, quando la stessa è stata sospesa per qualche minuto in seguito ad un diverbio tra i protagonisti sul campo a cui ha fatto seguito l’ingresso in campo di tifosi venuti a contatto con i nostri giocatori». Si sottolinea come «i direttori di gara, come evidenziato dai filmati, invitano l’invasore dalla tribuna, che si era buttato nella mischia per venire a contatto con i nostri giocatori, a lasciare il terreno di gioco invitandolo anche a farsi parte diligente verso gli altri che avevano scavalcato le transenne. Evidentemente sia gli Arbitri che il Commissario presente in tribuna hanno subito uno shock talmente forte da rimuoverlo dalla propria memoria».

    Per tali ragioni si ci ritiene «delusi e amareggiati da questo comportamento; siamo una società che con tanti sacrifici lotta per le posizioni di vertice e “pretendiamo” la salvaguardia dei nostri atleti. Non è accettabile che quanto successo passi inosservato, non sta nelle regole del gioco e se il gioco è questo noi ci tiriamo fuori. Non siamo disposti a proseguire chiudendo gli occhi facendo finta di nulla, se chi è preposto al regolare svolgimento delle gare omette nei referti queste situazioni sgradevoli nonostante fosse stato anche avvisato che in tribuna erano poste le telecamere preferiamo chiudere i battenti e tornare al “calcetto” tra amici».

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