Cittadella dello sport gestita dal Cip, lavori da appaltare e finanziare con fondi europei dalla Regione

Costi e tempi sono ancora da quantificare ufficialmente, al netto dei passaggi burocratici con Comune e Provincia per palasport e stadio Carlei

Più informazioni su

Dopo la lunga sequela di comunicati stampa di commento, giubilo o polemica politica, l’idea della cittadella dello sport alla fine di via del Progresso arriva anche in quarta commissione consiliare comunale con l’audizione del consigliere regionale Emanuele Ionà accompagnato dall’assessore allo sport del Comune Salvatore Pirelli.

Lo scopo finale è giungere ad una gestione unica da parte del Comitato Parolimpico partendo dal palasport comunale (gestione interna per 5 anni approvata a fine marzo in consiglio comunale che in quel caso sarebbe accantonata) e dallo stadio provinciale Carlei attiguo (al momento inserito nei beni alienabili dell’ente intermedio, ma non andato ancora all’asta), riconvertendo in zone sportive o a servizio delle stesse anche i terreni ad oggi liberi o usati come parcheggi e viabilità.

Tavolo con “Sport e Salute” ed acquisto del “Carlei” da parte del Comune confermati dai vertici amministrativi

La condizione posta inizialmente dall’ente nazionale è che ci sia un unico interlocutore, che sarà la Regione, chiarendo che un’eventuale cessione di proprietà dei beni potrebbe dover passare dai consigli dei due enti (comunale e provinciale) ma non è al momento un passaggio obbligatorio, potendo seguire anche un percorso diverso in cui in comunione di intenti si mettano a disposizione le strutture ed i terreni.

Chiarito che i lavori saranno appaltati e finanziati dalla Regione tramite fondi europei, costi e tempi sono ancora da quantificare ufficialmente. Rispetto all’idea mai andata in porto dell’amministrazione Speranza di contare sui terreni privati attigui, in questo caso si utilizzerebbe solo quanto di proprietà di Comune e Provincia, guardando anche agli appartamenti confiscati nel residence Lamezia Golfo nella zona di Ginepri come alloggi temporanei da valutare.

La precedente proposta non realizzata su terreni privati
public/img/sport/214290440100.jpg

Alle prime perplessità, come quella dell’eventuale uso da parte delle società del territorio evidenziata dal consigliere Nicotera, si è premesso che nell’accordo che poi dovrà essere trovato tra Regione e comitato paraolimpico sarà inserito anche l’ambito delle future tariffe di uso in base al piano economico, così come le modalità di fruizione.

Andando a cercare un paragone, il centro “Tre Fontane” gestito a Roma dal comitato nell’avviso di concessione d’uso stagionale precisa che «come previsto dal Regolamento, in caso di perfezionamento della Convenzione, le somme dovute per l’utilizzazione delle strutture del CPP saranno calcolate sulla base delle vigenti Tariffe Utilizzo Impianti Sportivi disposte dalla Città Metropolitana di Roma Capitale o, comunque, per appositi impianti e/o strutture sportive sulla base delle Tariffe concordate tra il CIP e la Città metropolitana di Roma Capitale. Fermo restando quanto sopra, giusta delibera della Giunta Nazionale CIP n. 156 del 22.02.2019, in favore delle Associazioni Sportive affiliate alle Entità riconosciute del CIP che praticano attività sportiva rivolta esclusivamente ad atleti disabili verrà applicata una riduzione pari al 30% delle tariffe massime onnicomprensive di Roma Capitale. In ogni caso, gli Utilizzatori (quali definiti nel Regolamento) non potranno applicare all’utenza tariffe superiori alle corrispondenti tariffe fissate da Roma Capitale con riferimento agli impianti sportivi comunali».

Se il nuovo palasport dopo neanche 6 mesi di attività viene già ritenuto un costo gestionale non sostenibile sul lungo periodo sia da parte del Comune che da parte delle società sportive non in grado economicamente di pagare le tariffe stilate, anche il finanziamento “Sport e Periferie” non andato a buon fine per recuperare lo stadio provinciale è un secondo indizio su come i due enti locali potrebbero di buon grado “cedere oneri ed onori” dell’area che nel piano strutturale comunale ha come destinazione principale l’ambito sportivo, con accanto l’investimento commerciale Icom con viabilità collegata.

Costruzione del Borgo Antico in via del Progresso, approvata la variazione dell’ingresso dalla Sp86

Prova ne è il comunicato di ringraziamento di Davide Mastroianni, presidente della quarta commissione, secondo il quale «non siamo davanti soltanto alla realizzazione di un impianto sportivo, ma a una visione molto più ampia, che riguarda il futuro di un’intera area della città e la possibilità di costruire finalmente una vera Cittadella dello Sport, moderna, accessibile, inclusiva e di respiro nazionale» poiché «il progetto non riguarderà soltanto il Palazzetto dello Sport, ma l’intera area adiacente, con una riqualificazione complessiva che interesserà anche lo Stadio Carlei, destinato a essere rimesso a nuovo, rigenerato e inserito dentro un sistema più grande di strutture sportive, servizi, spazi pubblici e funzioni di accoglienza. È questa la parte più bella e più importante: non immaginare opere isolate, ma un unico disegno capace di restituire ordine, qualità e prospettiva a un’area strategica di Lamezia. La presenza del Comitato Italiano Paralimpico rappresenta – prosegue – un elemento di assoluto valore, perché dà al progetto una dimensione nazionale e una forte autorevolezza istituzionale. Lamezia non sarebbe semplicemente la sede di una struttura sportiva, ma un punto di riferimento per atleti, famiglie, associazioni, tecnici, federazioni e percorsi legati allo sport paralimpico. È una sfida che parla di inclusione vera, non solo annunciata, e che può diventare motivo di orgoglio per tutta la comunità. Dentro questa visione trovano spazio anche interventi importanti e concreti: la piscina coperta, i campi da padel, i campi polifunzionali, le aree per i parcheggi nelle zone adiacenti, anche attraverso il necessario confronto con gli enti proprietari dei terreni, e la possibilità di valorizzare l’area di Ginepri, dove immobili comunali confiscati alla criminalità organizzata potrebbero essere destinati a funzioni di foresteria e accoglienza. Sarebbe un segnale bellissimo: beni sottratti alla criminalità che diventano luoghi di sport, legalità, ospitalità e futuro».

Si passa poi a predicare calma: «un progetto di questa portata richiede prudenza, metodo e serietà amministrativa. Serviranno tutti i passaggi tecnici, urbanistici, patrimoniali e gestionali necessari, compresa la valutazione delle soluzioni più idonee per garantire una gestione unitaria e stabile dell’intero compendio. Ma proprio per questo è importante che il Comune accompagni il percorso con attenzione, senza improvvisazioni, lavorando in raccordo con Regione Calabria, Ministero, Comitato Italiano Paralimpico e tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Questa prospettiva si inserisce pienamente nella visione regionale portata avanti dal presidente Roberto Occhiuto, che guarda alla Calabria come a una terra capace di attrarre funzioni strategiche, investimenti e opportunità. Lamezia, per posizione geografica, collegamenti, centralità e vocazione sportiva, è il luogo naturale per ospitare un progetto di questo livello. La nostra città può e deve ambire a essere protagonista, non spettatrice».

Più informazioni su