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“Settecento cittadini dalla prossima settimana rimarranno privi di assistenza sanitaria da parte del medico di base”

Torna a farsi vivo il problema dell'assenza di medici di base a Carlopoli, con il sindaco Emanuela Talarico a fare il punto della situazione

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Torna a farsi vivo il problema dell’assenza di medici di base a Carlopoli, con il sindaco Emanuela Talarico a fare il punto della situazione, descrivendo via social «la situazione di estremo disagio sociale e sanitario che incide attualmente la vita di molti concittadini carlopolesi, chiedendo all’Asp -ancora una volta – di intervenire prontamente per ripristinare l’efficace erogazione delle cure primarie e di continuità assistenziale ed evitare che le stesse subiscano delle interruzione in seguito alla scadenza dell’incarico della dottoressa Marina Gigliotti».

Ad oggi gli altri medici di base presenti non possono garantire piena assistenza: «uno (dott. Arcuri) non ha la possibilità di accettare ulteriori assistiti perché ha raggiunto il limite massimo consentito di pazienti, l’altro (dott.ssa Fimiano) ha capacità ricettiva residuale e non riuscirebbe ad assorbire tutte le richieste, vista anche la ridotta disponibilità a prestare servizio, circoscritto solo un giorno a settimana. Un orario troppo ridotto, rispetto ai bisogni della cittadinanza».

Per tali ragioni la Talarico lamenta che «ad oggi quella del “medico di base temporaneo” che doveva porsi come soluzione provvisoria alla nomina di un titolare è diventata la normalità, difatti, tale stato di cose ormai si sta protraendo oltre ogni normale sopportazione. Questa Amministrazione è stata sempre di supporto e ha da sempre contribuito a fornire soluzioni, difatti, ha concesso in comodato d’uso gratuito due strutture comunale ai due medici (Fimiano e Gigliotti) ma nonostante tale impegno ad oggi Asp non ha ritenuto di dover adottare i dovuti provvedimenti. Si è giunti, difatti, alla data ultima del 15 novembre per iniziare a discuterne e cercare di trovare una soluzione. Nel frattempo 700 cittadini dalla prossima settimana rimarranno privi di assistenza sanitaria da parte del medico di base e ciò provocherà grave nocumento specialmente nel contesto di emergenza epidemiologica in cui siamo».

Il primo cittadino rimarca che «ho fatto presente a chi di competenza che il nostro è un paese abitato da persone per lo più anziane, tante delle quali vivono da sole e, quindi, in difficoltà per gli spostamenti, anche considerando l’orografia del territorio, interamente montano, con viabilità carente e senza mezzi pubblici di trasporto che possano garantire l’accesso ai servizi sanitari dislocati presso altri Comuni limitrofi. In tali condizioni non provvedere alla nomina di un nuovo medico significherebbe generare difficoltà e certamente mancanza di equità nell’accesso alle cure. Tale stato di cose cagionerà grave danno all’intera comunità, difatti, tanti cittadini che hanno bisogno urgente di medicinali, per i quali è richiesta la prescrizione, non sapranno da qui a qualche giorno a chi rivolgersi».

Nel finale però ci si appella «alla Commissione Prefettizia», che però ha terminato il proprio incarico ad ottobre, «affinché, riconoscendo l’esigenza di tutela sanitaria immediata di una parte significativa della popolazione comunale, voglia prontamente intervenire, provvedendo alla proroga o alla nomina del titolare che assicuri la continuità assistenziale sanitaria sul territorio, così potendo garantire il diritto costituzionale alla salute».

Una questione nota da mesi e segnalata sia negli atti regionali che in quelli dell’Asp di Catanzaro, ma che fino ad ora non ha trovato il completamento della soluzione burocratica.

Sono 7 le carenze nel lametino individuate dall’Asp di Catanzaro per quanto riguarda le postazioni di assistenza primaria

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