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“Calabria Terra dei Padri 2023” per rilanciare il “turismo di ritorno” di figli o emigrati nei prossimi 2 anni

Con lo sfondo del golfo di Sant'Eufemia si parla così di promozione territoriale, lavoro di marketing interno ed esterno, ma non dell'impegno economico

«Un progetto di entusiasmo» lo definisce l’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, «nato ad agosto dello scorso anno ma frenato per via della pandemia», ma “Calabria Terra dei Padri 2023” punta con fondi regionali a rilanciare il “turismo di ritorno” di figli o emigrati nei prossimi 2 anni.

Secondo la presentazione “il progetto ha l’obiettivo di dedicare un intero anno solare (gennaio-dicembre) al tema del ritorno fisico dei calabresi sparsi nel mondo, facendo leva sul senso di orgoglio e sul desiderio di conoscere le proprie radici più profonde, familiari e culturali. Il piano prevede: azioni pubbliche di sostegno all’internazionalizzazione, attraverso cui costruire una comunicazione omogenea del progetto “Terra dei Padri,” per valorizzare l’immagine della Calabria all’estero; azioni dirette alle imprese per la promozione internazionale dei propri prodotti e servizi, tramite la realizzazione di un portale dedicato, in cui potranno essere rappresentati e promossi tutti i soggetti aderenti al progetto a seguito dello scouting effettuato”.

«Questa Calabria dove si parlano ancora 5 lingue – ha aggiunto Orsomarso – è ricchissima di tradizioni. E noi siamo pronti a presentare la sua unicità e il suo spessore anche a Dubai. Intanto, proiettiamo “Terra dei padri” fino al 2023, quando ci sarà il Giubileo dei calabresi. Questo è un people project con cui vogliamo raggiungere i calabresi, ovunque essi siano».

Dopo le polemiche per lo scomparso prodotto audiovisivo da 1 milione di euro girato da Muccino, il componente della giunta regionale invita a non lasciarsi andare al pessimismo e problematiche, «perché ogni regione ha punti di debolezza, ma noi dobbiamo puntare a quelli di forza per rafforzare il sistema entro il 2023. Basterebbe il 10% dei calabresi nel mondo per rilanciare tutto il settore, destagionalizzando il turismo puntando sugli aspetti diversi come gastronomia, beni culturali, storia e sociologia, etnografia».

Orsomarso richiama alle proprie responsabilità i vari enti «perché possiamo fare la promozione di ogni angolo della Calabria online, ma offline bisogna che ogni territorio sia accogliente, attrezzato, pronto ad affiancare i turisti in arrivo con i charter. Da par nostro ogni assessore ha un settore di propria competenza da dover assicurare tra sanità, rifiuti, servizio idrico, trasporti, cultura e spettacoli, perché ogni ambito si intreccia per l’offerta turistica».

Anche il presidente della giunta regionale, Nino Spirlì, evidenzia la necessità di non abbandonarsi alle notizie negative, ma esaltare l’aspetto positivo e propositivo della Calabria. «La Calabria – ha detto il presidente – ha tante tracce culturali: ogni goccia di sangue calabrese ha dentro 15 gocce di altri popoli. Quando le persone di tutto il mondo arrivano in Calabria, si sentono a casa loro. Siamo sicuri – ha aggiunto – che si debba andare oltre la narrazione di bene e male, per giungere a un racconto come questo, che riporta i padri nella nostra splendida terra. Con questo progetto, grazie all’impegno dell’assessore Orsomarso e al contributo gratuito di un grande calabrese come Lucio Presta, portiamo avanti il progetto di Jole Santelli».

A coordinare il tutto il manager cosentino Lucio Presta, legando la genesi del progetto a vicende familiari del 2017 «in cui ho donato a mio figlio la storia della nostra famiglia, delle radici in Calabria», dilungandosi in elogi per il progetto e sulle proprie esperienze personali all’estero in contatto con italiani di varie generazioni.

«Fuori dai nostri confini i calabresi son tutti orgogliosi, perdono le divisioni provinciali e cittadine», spiega Presta, «dobbiamo far vedere il mare, le tradizioni, le radici, il dialetto come nostre eccellenze. L’obiettivo del progetto è quello di far emergere quanto di buono c’è in Calabria, a livello materiale ed immateriale, perché questa non può essere descritta solo come terra del malaffare», al netto però delle inchieste ed operazioni che, sia nei confini nazionale che internazionali, non mancano nelle cronache a vari livelli. Lo stesso Presta ricorda le esperienze con gli spettacoli di Benigni avvenuti in Calabria, tra le polemiche sui posti a disposizione e l’aggressione avuta da un ragazzo della sicurezza dell’evento all’aperto a Cosenza, assicurando siano però solo «fenomeni isolati e non rappresentativi».

«Ho aderito con entusiasmo alla richiesta di contributo fatta dalla Regione e sono qui – ha affermato Presta – per portare la testimonianza di tanti calabresi illustri presenti nel mondo, che non conoscono le bellezze e lo splendore della nostra Calabria. Chiederò a Fausto Orsomarso e al presidente Spirlì di aggiungere una postilla al progetto, chiamandolo anche “Terra delle madri”, per la grande forza che esprimono le donne calabresi».

Il manager annuncia così che lo staff a sua disposizione sarà formato da calabresi per avere una visione autentica del territorio, «puntando anche sulle nuove generazioni, perché i giovani calabresi hanno le qualità per essere chiamati a mettersi in gioco, come è successo a me con mio padre».

Con lo sfondo del golfo di Sant’Eufemia all’Hangloose Beach di Gizzeria si parla così di promozione territoriale, lavoro di marketing interno ed esterno, ma a mancare son particolari non secondari come l’impegno economico in campo, e nel cronoprogramma ipotizzato nella cartelletta stampa si è già fuori tempo con quanto previsto nel primo trimestre 2021. E dopo l’estate al via una nuova campagna elettorale per le elezioni regionali rinviate per via della pandemia.

Terrapadri