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“Si faccia chiarezza sull’assegnazione del Complesso di San Domenico al Polo Museale Regionale”

Interrogazione di Aquila Villella sullo stato burocratico della vicenda

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In merito all’assegnazione del Complesso Monumentale di San Domenico al Polo Museale Regionale giovedì ha presentato un’interrogazione a risposta orale rivolta al sindaco la consigliera comunale Aquila Villella, reputando «sia urgente fare chiarezza sull’appartenenza del Complesso in quanto, se come appare evidente, non esistono i presupposti sui quali si fonda il trasferimento al Polo Museale Regionale, soltanto l’esito di tale accertamento potrà consentire di contestare la legittimità dell’assegnazione».

L’esponente del Pd ripercorre così la vicenda: «con decreto ministeriale del 23 gennaio 2016 il Museo archeologico lametino è stato assegnato al Polo Museale regionale; nel medesimo decreto, all’art. 1, comma 1 lett. e) che aggiunge il comma 2 bis all’art. 16 del precedente decreto 23 dicembre 2014, è previsto che “L’assegnazione di istituti e luoghi della cultura disposta ai sensi del presente decreto comprende, con riferimento ai beni demaniali già nella disponibilità del Ministero, l’intero immobile e/o complesso, ivi incluse le relative pertinenze, in cui è situato l’istituto o il luogo assegnato ai musei …”; sulla base di tale disposizione al punto 11 del decreto tra i beni assegnati al Polo museale calabrese è espressamente indicato l’intero “Complesso Monumentale di San Domenico” – Lamezia Terme – Catanzaro».

La Villella nell’interrogazione rimarca come «siffatta assegnazione è fondata su un presupposto erroneo, ossia che il Complesso di San Domenico fosse nella disponibilità del demanio» mentre «allo stato degli atti disponibili (visura catastale) risulta che soltanto i 2/5 dell’immobile sarebbero di proprietà demaniale» e «su tale “presunta” alienazione della proprietà comunale non risulta nessuna manifestazione di volontà del consiglio comunale che, ai sensi dell’art. 42 lett. l, del Tuel, è competente a deliberare in relazione agli acquisti e alienazioni immobiliari».

Si sostiene che «tale inattività ha provocato, e rischia di provocare, seri danni al patrimonio cittadino con responsabilità anche contabili gravi non soltanto per la perdita del patrimonio immobiliare, ma anche perché in tutto questo periodo il Comune ha agito come se il complesso di San Domenico fosse una sua proprietà, continuando a pagare utenze, intervenendo coi servizi, distaccando personale nella struttura. Il complesso di San Domenico è da sempre contenitore culturale della città e in esso il Comune di Lamezia Terme ha investito, nel corso degli anni, milioni di euro di fondi comunali senza che mai nessuno ne abbia contestato la proprietà comunale» e che «lo stesso Comune ha nel recente passato sottoscritto convenzioni con associazioni per la gestione di spazi del complesso anche in questo caso presupponendo la proprietà comunale».

Il complesso, infatti, oltre ad ospitare al primo piano il Museo Archeologico Lametino, ha al piano terra i locali del Chiostro aperti giornalmente ad attività culturali e non solo, mentre il secondo piano è stato rimesso a nuovo ma ancora non affidato o indicato cosa andrà ad ospitare

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