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Nell’ospedale lametino i macchinari ma non il personale ed i reagenti per microbiologia, la lamentale di Senza Nodi foto

Domanda che però viene posta al sindaco Mascaro, che non ha alcun potere in materia, e non all'Asp di Catanzaro.

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Mentre proseguono gli incontri della terza commissione consiliare con le varie associazioni che intendono intervenire sul tema sanità, con domani in audizione Vincenzo Cimellaro dell’AssociazioneAmbulatorio Solidale – Prima gli Ultimi, Concetta Perri e Felice Lentidoro dell’Associazione CittadinanzaAttiva – Tribunale del Malato, e Nadia Donato dell’Associazione ..Senza Nodi, quest’ultima lamenta al sindaco Paolo Mascaro lamenta come nell’ex reparto di microbiologia chiuso nel 2017 siano ancora presenti dei macchinari, legando gli stessi all’analisi dei tamponi per il Covid-19, aspetto che però non è conseguenziale.

«La strumentazione, fornita e “fittata” all’ospedale dalle ditte Roche e Biomerieux, ha sempre fatto della Microbiologia lametina, oggi chiusa, una delle migliori strutture della Calabria, per farla ripartire subito basterebbero i tecnici ed i reattivi», sostiene la Donato, ma anche un atto del commissario Cotticelli, una presa di posizione della terna commissariale che guida l’Asp di Catanzaro, visto che non è previsto nell’attuale piano aziendale di riaprire reparti o effettuare assunzioni per quelli chiusi.

«Oggi a Lamezia c’è il laboratorio di patologia clinica che ha 6 tecnici e che questo anno ha lavorato 1 milione di esami di routine e oltre 300.000 in urgenza, tutto con una carenza di personale dirigente e tecnico cronica», lamenta la Donato, tornando così sull’aspetto dei laboratori a Catanzaro (come nel resto della Calabria gli esami vengono effettuati negli hub fino ad oggi, con l’ipotesi Crotone ancora in fase di attivazione) poiché «le risposte sui tamponi arrivano dopo 48 ora se si è fortunati, non riescono a farli nemmeno agli operatori sanitari e alle categorie a rischio e allora perché non attivare i macchinari di questa struttura che potrebbe consentire anche un grande lavoro di supporto anche in questa fase due, dove il tampone è di enorme importanza?». Domanda che però viene posta al sindaco, che non ha alcun potere in materia, e non all’Asp di Catanzaro, che potrebbe a questo punto destinare altrove gli stessi macchinari in quanto inutilizzati.

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